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Suor Maria Teresa Cocco Consigliera per la Pastorale Giovanile.

26 ottobre 2014

C.G.P.

Sr. Maria Teresa Cocco
Consigliera per la Pastorale giovanile
Nata a Isili – Nuoro (Italia) il 5 gennaio 1957, conosce le FMA e ne frequenta con assiduità l’oratorio al trasferimento della famiglia a Busto Arsizio, in Lombardia. Attratta dalla vita delle suore, tutte donate a Dio per i giovani, lì nasce la sua vocazione alla vita religiosa salesiana. Dopo l’ingresso nell’Istituto a Varese nell’allora Ispettoria “Madonna del Sacro Monte”, completa gli studi universitari con la Laurea in Lingue e Lettere moderne e si dedica all’insegnamento nella Scuola Magistrale quinquennale di Varese. Da quando nasce l’Associazione VIDES, assume il compito di Delegata per la Lombardia e lo conserva fino al 2013. È assistente delle aspiranti per 7 anni e, dal 1995 al 2004, è Maestra delle novizie nel Noviziato interispettoriale dell’Italia settentrionale a Contra di Missaglia.
Assume poi l’incarico di Consigliera per la Pastorale Giovanile al costituirsi della nuova Ispettoria lombarda “Sacra Famiglia” e ha modo di collaborare a lungo con i Salesiani e in dialogo con le Chiese diocesane. Negli otto anni in cui opera come Consigliera PG, è anche membro della Commissione Pastorale Nazionale. Fa parte pure della ‘Commissione riflessione Europa’. Dopo un periodo di animazione nella comunità di Metanopoli (Milano), viene nominata Ispettrice della stessa Ispettoria lombarda e ne assume l’incarico nello scorso mese di agosto.
Alla richiesta della Madre circa l’accettazione del mandato come Consigliera generale, suor Maria Teresa risponde: “A me sembra una missione più grande di me, ma credo che lo Spirito Santo abbia agito per mezzo dell’Assemblea capitolare. Mi affido a Maria Ausiliatrice che sempre mi ha guidata”.

A Home as Big as the World

25 ottobre 2014

Roma, 25 ottobre 2014 Suor Chiara Cazzuola Vicaria generale dell’Istituto FMA foto

25 ottobre 2014

V.G
Roma, 25 ottobre 2014

Suor Chiara Cazzuola Vicaria generale dell’Istituto FMA

Suor Chiara nasce a Campiglia Marittima – Livorno (Italia) nel 1955. Chiede di far parte dell’Istituto FMA ed entra nell’allora ispettoria toscana Santo Spirito. Vive i primi anni della sua formazione a Castelgandolfo (Roma) e qui, il 5 agosto 1975, emette la prima Professione.

Si laurea in Materie letterarie e per diversi anni è Docente e, successivamente, Preside in Istituti di Scuola secondaria. Per più anni è delegata locale e ispettoriale per le Polisportive Giovanili Salesiane (PGS) e matura un’esperienza pastorale come Coordinatrice ispettoriale di pastorale giovanile. È Animatrice di comunità e poi Consigliera ispettoriale. Con l’unificazione delle tre Ispettorie emiliana, ligure e toscana, si inserisce nel Consiglio ispettoriale con il compito di Consigliera per la formazione e offre un contributo efficace privilegiando cammini di comunione, di spiritualità in stile di semplicità, rispetto delle persone e profondità.

Nel 2007 viene nominata Ispettrice della sua Ispettoria emiliano-ligure-toscana Madonna del Cenacolo, con sede a La Spezia (ILS). Il CG XXII (2008) la elegge come Consigliera Visitatrice e suor Chiara dà la sua disponibilità affermando: «In spirito di abbandono alla volontà di Dio e confidando nell’aiuto del Signore, dico si». Nel sessennio passato visita diverse ispettorie di America e di Europa e matura un’esperienza ricca di salesianità e di interculturalità. A ciascuna sorella regala il suo amore sconfinato per ogni persona e realtà umana, l’ottimismo sorridente e buono, la capacità di cogliere i germi di vita e di speranza in ognuno e negli eventi. Persona “chiara” ed entusiasta della vocazione di fma, ha in cuore una grande passione per i giovani ed esprime capacità di rapporti schietti, sereni, collaboranti.

La Madre la sceglie come Regolatrice del Capitolo generale XXIII e nello stesso Capitolo viene eletta Vicaria generale, condividendo in questo modo da vicino l’animazione e il governo con la Superiora generale. Alla domanda della Madre dopo la votazione: “Accetti?”, con molta commozione suor Chiara risponde: “Mi fido del Signore e mi affido a Maria Ausiliatrice. Per questo dico SI!”.

24/10/2014 – Madre Yvonne Reungoat Superiora generale delle FMA

25 ottobre 2014

Mother

Roma. Momento centrale del periodo capitolare è l’elezione della Superiora generale e delle Consigliere che assumeranno il compito di animazione e governo per i prossimi 6 anni.
L’elezione della Madre è il primo frutto del processo di discernimento iniziato mercoledì 22 e accompagnato da p. Josè Cristo Rey Garcia Paredes.

La giornata dell’elezione, il 24 ottobre, si è aperta con una solenne Celebrazione eucaristica, presieduta dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, che nella sua omelia, richiamando Maria a Cana, ha detto: «”Qualsiasi cosa vi dica, fatela” sono le poche parole della Mamma… Quindi, carissime, ecco il cammino per il vero discernimento: mettetevi all’ascolto del Maestro, di Gesù e del suo Spirito, con cuore aperto, docile e purificato. E se sentite che Lui vi dice “riempite d’acqua le anfore”, fatelo senza cominciare a dire, “ma come mai, se noi abbiamo bisogno del vino…”. Semplicemente, fatelo!… Lasciatevi guidare da Lei e tutto il mondo sarà testimone di una nuova vita, una vita collettiva che verrà a dare ancora più vita, più forza, più anima alla nostra Famiglia».
Alle ore 9.00, le Capitolari si sono ritrovate in aula per procedere alle votazioni. Alle 9.35 è risultata rieletta per il secondo sessennio come 9ª Superiora generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice M. Yvonne Reungoat. Dopo l’elezione, suor Ciriaca Hernández, la Capitolare con più anni di Professione religiosa, le ha chiesto se era disponibile ad essere successora di Madre Mazzarello, ad incarnare la sua maternità e a “condividere una nuova stagione di profezia nell’Istituto a servizio della Chiesa”. Con animo commosso, la Madre ha pronunciato il suo: «Accetto! Ringrazio per la fiducia. L’espressione biblica che mi sostiene è: “Quando sono debole è allora che sono forte”. Mi affido interamente a Maria e accolgo il suo invito: “Fate quanto Lui vi dirà”».
L’evento è stato accompagnato da un grande applauso, seguito dall’abbraccio di ciascuna Capitolare. A felicitarsi con la Madre, tra i primi sono stati il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime e alcuni Consiglieri sdb, rappresentanti della Famiglia salesiana e membri delle vicine comunità educanti di Roma. Anche le sorelle di Casa generalizia e della casa Sacro Cuore con gli alunni della scuola hanno salutato la Madre.
Successivamente la Neo-eletta e tutte le Capitolari si sono recate in Cappella per un momento di preghiera, durante il quale la Vicaria generale, suor Emilia Musatti, a nome di tutte le presenti, ha offerto alla Madre un testo della Bibbia. Il dono è stato accompagnato da alcune parole in cui, tra l’altro, si è affermata la volontà di sostenere il cammino della Madre “perché possa continuare ad esserci guida nel penetrare la Parola e metterla in pratica”. Concludendo: “Grazie per il tuo SI a questa nuova chiamata: l’hai accolta nella fede, nella totale disponibilità. Ti doniamo tutta la nostra fiducia, l’affetto, la preghiera. Con te, daremo tutto di noi, quanto siamo e quanto possiamo, perché ogni Comunità sia con i giovani casa ospitale, dove il sapore del Pane e della Parola è desiderato e gustato più di ogni altra cosa”.
La Madre ha espresso il suo grazie con queste parole: «Ringrazio per la vostra fiducia che è anche una responsabilità. Siamo insieme corresponsabili le une delle altre, io da sola non avrei senso, perché non ci sarebbe una Madre se non ci sono figlie e se non c’è una famiglia. Dunque il sentirci così unite, così in comunione profonda, così anche felici della nostra vocazione e di vivere con gioia questo momento storico vuol dire che abbiamo speranza nel cuore».

A conclusione è stato intonato il canto del Magnificat.
Nel pomeriggio le comunità delle Case dipendenti dalla Madre e le comunità di Roma esprimeranno con canti e danze la loro gioia e il loro augurio alla Neo-eletta. In serata, come da tradizione, continuerà la festa organizzata dalle Capitolari

19/10/2014 – Paul VI towards a “civilization of love”

20 ottobre 2014

pope

Vatican City. On the morning of Sunday, October 19, a large group of Chapter Members went to St. Peter’s Square to take part in the Eucharist celebrated by Pope Francis. On this day marking the conclusion of the Synod of Bishops on the Family, he declared his predecessor, Paul VI, Blessed.
Paul VI was a great promoter of the family and of life. Throughout his pontificate, with great responsibility, he felt the urgent need to accompany social and cultural transformations regarding the family from a Gospel perspective. In the EncyclicalHumanae vitae (July 25, 1968) he stated: «The pastoral care of the family has become most timely, demanding and, at the same time, fruitful in beneficial and lasting results». The miracle attributed to his intercession and approved on May 7 last, is in perfect harmony with his Magisterium. «It is a sign that God protects even from the womb, from the moment at which life begins. For God, human life has a non negotiable value», Antonio Marrazzo, the Postulator of the cause explained.
Paul VI always nourished a most tender and all-embracing love for Christ, the Church and the human person. This was the distinguishing trait of his spiritual stature, what best characterised his constant and total tending towards the heights, towards the light, towards God. This man, apparently frail in body and shy in temperament, humble, but great in his heroic Christian virtue, journeyed through the life of the Church and the world in the twentieth century, committed to a constant task of making possible what, in 1975, he had defined as the “civilisation of love”.
During the Beatification ceremony, Pope Francis, in his homely, highlighted the extraordinary humility of Paul VI: «It is not our weak and inexpert hand that is at the helm of the barque of Peter, but the invisible but strong and loving hand of the Lord Jesus. Maybe the Lord has called me to this service, not because I have some aptitude, or that I may govern and save the Church from its difficulties, but that I may suffer something for the Church, and that it may be clear that He and no other guides and saves it».
A strong spiritual bond united Don Bosco to Pope Montini. Paul VI defined the great Piedmontese educator as an «authentic protagonist of the history of Italy and of the Church». From the immediate post-war period, the then Monsignor Montini, as Under-Secretary of State, began to collaborate with the SDB and FMA, who were assisting the “sciuscià”, the army of orphans and abandoned children that populated parts of the city. Thus the idea was born of establishing the «Don Bosco Boy’s Town» in Rome, at Forte Prenestino.
It was Paul VI who, on October 29, 1966, on the occasion of a pastoral visit to the Nuovo Salario Quarter in Rome, blessed the foundation stone of the Pedagogical Institute, which later became the Generalate of the Congregation of the FMA.
In the extraordinary audience of July 15, 1972, which he granted to the FMA for the centenary of the foundation of the Institute, he stated: «In you we see the uninterrupted continuation and the splendid flowering of an ideal of charity and zeal that blossomed on that far away August 5, 1872 through the work of St. John Bosco and St. Maria Mazzarello, when the first Daughters of Mary Help of Christians of Mornese, offered their young lives to the Lord and began their apostolic journey along the roads of the world. […] Will your Congregation be capable of responding to the appeal of the Church in the tempest that now enwraps it? What means will it use to ensure that the ancient vitality of the robust tree, planted by your Founders, may continue to flourish in all its fullness? My dear Daughters, there is only one response to these questions, which, as it explains the extraordinary fruitfulness of the past, also infallibly assures the vitality of your Institute in the future: holiness.
Oh, how we would love to see preserved among you, in all its primitive freshness, the distinctively Marian characteristic that, everywhere, constitutes the unmistakeably trait of the spirituality of the Daughters of Mary Help of Christians. You have the privilege of belonging to a religious family that belongs totally to Mary and owes everything to Mary. Is your Institute not the living monument that Don Bosco wanted to erect to the Madonna, as a perennial sign of his gratitude for the benefits he received from her?»
The Beatification of this great Pope is a cause for joy and hope for the whole Institute, which recognises in him, a powerful intercessor in the mission to which it is called in this time of extraordinary renewal.

Costruire una casa aperta e solidale

16 ottobre 2014

Interview with Sr. Maria del Carmen Canales, Councilor for Youth PastoralDSC02995

Costruire una casa aperta e solidale

“La nostra casa è un cantiere aperto in cui lo Spirito Santo orienta ad una profonda formazione spirituale, intellettuale, comunitaria e apostolica”.
In questi giorni, dedicati ai lavori di approfondimento del tema capitolare, abbiamo chiesto a suor Maria del Carmen Canales di condividere alcune riflessioni e l’esperienza del Capitolo.

1. Quali sono le attese e le sfide dei giovani di oggi?

Mi domandate quali sono le attese e le sfide dei giovani di oggi e cerco di presentarle a partire dalle narrazioni in tanti dialoghi e incontri che ho avuto con loro in molte parti del mondo. Ho percepito in tanti e tante giovani:

l’attesa di una speranza di fronte ad un mondo che sembra senza futuro.
L’attesa di pace per troppi giovani che vivono situazioni di guerra, violenza, ingiustizia…
L’attesa di poter ‘essere voce’ ascoltata perché tante situazioni cambino davvero.
L’attesa di poter essere amati e di amare sul serio.
L’attesa di un lavoro, una professione in cui realizzarsi ed esprimere le proprie potenzialità e ricchezze.
L’attesa di poter essere insieme ‘coscienza’ di bene, per la vita, la giustizia, la legalità, il bene di tutti.
L’attesa di semplicità e sobrietà nella vita quotidiana, che alimentano la vera felicità.
L’attesa di sentire presente il Dio della vita abbondante, nella loro vita.
L’attesa di adulti veri, che sappiano mettersi a fianco con umiltà, imparando accanto ai giovani, ai piccoli, ai poveri, camminando accanto, senza risposte già confezionate da dare, bensì con la voglia di cercare insieme e creare nuove vie per rispondere alle grandi questioni mondiali, così come alle ordinarie e quotidiane situazioni che vivono con gli amici, in famiglia, nel discernimento del progetto di Dio sulla loro vita.

Le sfide che vi comunico le ho ascoltate da adolescenti e giovani che appartengono a realtà diverse, addirittura completamente opposte tra loro: per questo mi interpellano ancora di più come educatrice.
Sono la sfida della paura del presente e del futuro,
la sfida di essere abbandonati da uno dei genitori o da entrambi… ed in alcuni contesti di essere venduti come merce,
la sfida di non poter accedere alla cultura, e dover lavorare fin da piccoli, senza poter vivere l’infanzia e la fanciullezza,
la sfida del limite, dell’incertezza, dell’ignoto,
la sfida di entrare nell’esperienza profondamente sofferta di bambine e giovani abusate e violentate, ragazze-madri, bambini e adolescenti-soldato,
la sfida del vivere la fraternità e l’amicizia,
la sfida del creare opportunità lavorative,
la sfida del formare relazioni, creare una famiglia, diventare adulti, padri e madri capaci di generare vita abbondante,
la sfida di credere in Dio e sentire la sua lontananza,
la sfida di fidarsi degli altri, degli adulti, di Dio,
la sfida di alimentare la propria interiorità e credere in modo serio, da adulti, confrontandosi con il Vangelo e con altre persone credenti.

2. Qual è la difficoltà e la sfida per mettersi in dialogo con i giovani?

Dialogando con educatrici, educatori, genitori e anche personalmente, spesso percepiamo la difficoltà di non saperci de-centrare da noi stessi per poter davvero accogliere le giovani e i giovani così come sono, di non saper cambiare con loro.
È la difficoltà di non saper metterci da parte per lasciare che siano i giovani a crescere, a porsi delle domande, a confrontarsi con noi sul senso della vita, a orientarsi verso mete che permettano loro di uscire da se stessi per condividere con altri talenti, fede, servizio.
Mi fa pensare molto il fatto che le scelte di vita di molti adulti non dicano nulla ai giovani e non li orientino verso delle scelte personali.

La sfida più impegnativa è quella di accompagnarli delicatamente e con tenerezza, ascoltando davvero le loro invocazioni, senza voler subito trovare noi le risposte, ma ricercandole insieme, con pazienza, credendo in loro, con lo stile di Gesù risorto sulla strada verso Emmaus… Questo stile permette di fare cammino insieme con tanti, di scoprire insieme la sorgente dell’interiorità, di creare cammini anche nelle situazioni più dure e difficili, di credere insieme che la speranza accompagna la crescita nella fede e nell’amore del Dio di Gesù Cristo.

Grazie per avermi dato la possibilità, in questo periodo Capitolare, di condividere con voi qualcosa di ciò che c’è nel cuore di tanti e tante giovani che ho incontrato e incontro.

Suor Maria del Carmen Canales
Consigliera per la Pastorale giovanile

At Home with the Young People

12 ottobre 2014

Rome. Today the Chapter members and laity shared a significant time in the Chapter session with the presence of a group of young representatives of the different European provinces. They come from various countries of Europe, but were present in the name of the young people of the different Countries of the world.
On the evening of the 10th the encounter began with a time of mutual getting to know one another and the presentation of the young people of the CIEM, CII, CIEP Conferences and representatives of the Auxilium. The presentation unfolded in an original way to the rhythm of music. It was a moment lived in the sign of Salesian celebration, and was concluded with the words of Mother Yvonne who said among other things: “Finding ourselves here together makes us happy, and this evening our joy is complete because the young people are with us. We were waiting for you, because we cannot live without you. The sign of our encounter is joy, because a Salesian house/home cannot exist without joy. It is very beautiful to think that the whole world is here, every continent is represented by FMA, laypersons, and young people. I hope that you will allow yourselves to be touched by this experience and to live it together intensely”.
On the morning of October 11th, FMA, laity, and young people found themselves together to praise the Lord of life in the Eucharistic Celebration to the joyous rhythm of an African dance.
At the beginning of the work Mother expressed her joy at finding the Assembly together with the young people in listening to their expectations and hopes. “To you, young people especially, I want to say that you have been the center of our attention from the time of our choice of a Chapter theme: “To be with today’s young people a home that evangelizes”. The evangelizer is the whole educating community, but the real evangelizers are the young people themselves. We adults are-or should be-leaders, facilitators, discreet and coherent witnesses. We cannot think of a home that evangelizes without young people. The future belongs to those who have wings to fly and firm roots, Today we want to build together the ‘home’ of dreams and signs!”.
There was then presented a synthesis of the reflections from the previous day with the laity, and there were highlighted the key words of “being an Educating Community impassioned for the charism”: accompaniment, listening, smile, networking with people, citizens of the Internet, welcome, Preventive System…
During the morning the central moment was that of listening to the young people who offered their thoughts on the 4 questions of the Working Document: How are we to proclaim Jesus in a changing world, to a generation that is changing? What is the new vision of the community with young people? What prophecy of religious life is asked of us? How are we to find ourselves in the culture of communication?
They highlighted the beauty of being first of all the beauty of being a community on a journey, and a “house/home” consisting of four pillars: welcome, motherliness, witness and prayer; being with young people where they are, and sharing the same language, even through the new media; proclaiming to the young people that God loves them even in the struggle and precariousness of life; listening to young people and their search for meaning; accompanying them to the encounter with Jesus.

Every report was is followed by an exchange of ideas in small groups, and then a time of sharing on what emerged from the exchange. At the end of the morning, each group prepared a tweet to express all the richness of the experience of reflection and discussion together (www.facebook.com/pages/Figlie-di-Maria-Ausiliatrice-Salesiane-di-Don-Bosco – #CasaConIgiovani).
In the afternoon, FMA, laity and young people, met in language groups, to respond to a single question: What must we do “To be a home that evangelizes with the young people” as an EC, which changes must we make, which attitudes are we to empower, particularly in relationships, such as the priorities of the mission, and toward which peripheries are we to go? From the findings that emerged in the groups on this theme a final synthesis was presented in the concluding assembly with a successive dialogue.
In the program of the day a few young people of the Cinecircoli Giovanili Socioculturali (CGS) shared the experience of the Chapter in their desire to be able to tell other young people about it through a simple video interview.
In the evening in the Auditorium of the Generalate the young people of Livorno presented the recital “You are with us” on Mother Mazzarello.

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