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Il ricordo della Shoah come messaggio ai giovani

27 gennaio 2012

La comunità ebraica propone interessanti e significative iniziative

di Eugenio Fizzotti

ROMA, giovedì, 26 gennaio 2012 (ZENIT.org).- In vista della Giornata della Memoria il Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha organizzato una Tavola rotonda sul tema: La Shoah e l’identità europea che ha avuto luogo martedì 24 gennaio 2012 nella Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri con la partecipazione diAndrea Riccardi, Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Johannes Heil, Prorettore presso la Scuola di Studi Ebraici di Heidelberg, specialista di fama internazionale sul pregiudizio antiebraico, Valerio Castronovo, storico dell’economia e docente emerito di storia contemporanea presso l’Università di Torino, e Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale.

Attraverso un excursus storico/filosofico Johannes Heil ha evidenziato il pregiudizio antiebraico nei secoli radicato in Europa ed evoluto da pregiudizio religioso fino a divenire razzista e filosofico (l’ebreo cosmopolita, finanziere, rivoluzionario) con un approdo all’idea del complotto pluto-demo-giudaico. Da parte sua Valerio Castronovoha rappresentato la nascita della crisi economica e sociale degli anni ’30 e l’incontro di tale crisi con le ideologie totalitarie e nazionaliste, mentre Giovanni Maria Flick ha parlatodella risposta del mondo allo shock della Shoah, stabilendo (dal Processo di Norimberga in poi) nuovi parametri universali, fondando un nuovo diritto internazionale (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani), generando Istituzioni Giuridiche internazionali (Corti penali internazionali e/o europee) e modificando (in senso valoriale) il diritto costituzionale in gran parte dei paesi del mondo.

In vista delle celebrazioni del “Giorno della Memoria” della Shoah di domani, 27 gennaio 2012, il Ministero dell’Interno ha partecipato al “Convegno di studi in ricordo della Shoah”, che si è tenuto nella mattinata dello scorso 23 gennaio 2012 presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, diretta dal Prefetto Emilia Mazzuca, destinato alla carriera prefettizia e alle forze di polizia chiamate, nei rispettivi ambiti, ad affrontare il fenomeno dell’antisemitismo che ancora oggi presenta, purtroppo, sintomi di vitalità.

Dopo i qualificati interventi del Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, di Leone Elio Paserman, Presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, di Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale e di Johannes Heil, Rettore della Hochschule für Judische Studien di Heidelberg, la conclusione del convegno è stata affidata al Professor Marcello Pezzetti, Direttore del Museo della Shoah di Roma, che dopo aver svolto il tema Per una storia della Shoah, coinvolgendo l’uditorio con metodologie multimediali, ha invitato tutti i presenti ad assistere a una rappresentazione teatrale dal titolo Racconta! per testimoniare il coraggio e la sofferenza delle donne che hanno subito l’atrocità delle persecuzioni naziste.

E lo stesso Marcello Pezzetti questa sera, 26 gennaio, inaugura nel Salone principale del Complesso Vittoriano una Mostra sui ghetti nazisti, che vuole ricordare, a settant’anni di distanza, l’anno 1942, anno dello sterminio sistematico degli ebrei, alla fine del quale la maggior parte di essi era già stata uccisa a Belzec, Sobibor, Treblinka, Kulmhof e Auschwitz-Birkneau, nei campi di lavoro, nei ghetti e per mezzo di fucilazioni di massa.

Come Pezzetti dichiara, «anche se la realtà dei ghetti è conosciuta dal grande pubblico grazie a film come Schindler’s List e Il pianista, è necessario approfondire i contorni di questa tragedia, soprattutto per l’alto numero di vittime che provocò. Occorre riflettere su come l’odio prodotto da anni di propaganda antisemita abbia causato in breve tempo un genocidio senza precedenti, del quale furono responsabili migliaia di uomini – non solo tedeschi. Pur trovandosi in una situazione estrema, gli ebrei cercarono di condurre una vita “normale”, organizzando mense collettive per i bisognosi, ospedali e scuole, festeggiando matrimoni e mettendo al mondo bambini. La reazione ebraica non si limitò a ciò: da una parte molti dirigenti dei cosiddetti “consigli ebraici” tentarono di far considerare agli occhi dei nazisti la vita degli ebrei prigionieri come “utile”, aumentando la produttività dei ghetti; dall’altra molti, in particolare giovani, scelsero altri metodi di resistenza, dal contrabbando di cibo alla lotta armata. Dunque gli ebrei furono sì delle vittime, ma non passive».

E nella stessa serata del 26 gennaio la Consulta della Comunità Ebraica di Roma in collaborazione con il Centro di Cultura, l’Ufficio Rabbinico e la Fondazione Museo della Shoah di Roma ha organizzato un’iniziativa alla quale saranno presenti i ragazzi delle scuole ebraiche romane che, coordinati dalla Prof.ssa Buccioli, nomineranno ciascuno 10 dei 200 ragazzi al di sotto dei 10 anni che sono stati deportati ad Auschwitz.

Di notevole interesse sarà la presenza di alcuni testimoni sopravvissuti: Sami Modiano, Piero Terracina, Lello Di Segni, Mario Limentani, Giuseppe Di Porto, Rosa Hannan, Andra e Tatiana Bucci, Joseph Varon e Shlomo Venezia, così come saranno fondamentali le testimonianze delle sorelle Bucci che avevano 4 e 5 anni al momento della deportazione.

L’evento, che sarà accompagnato dal coro del Tempio Maggiore e vedrà la presenza di Silva Shalom, Vice Primo Ministro dello Stato di Israele, desidera dare un messaggio di vita e non di tristezza con il passaggio delle Testimonianze della Memoria ai giovani, unica vera forza del mondo intero e non solo di quello ebraico.

Encuentro de los Proyectos Socioeducativos de Madrid con Mª del Carmen Canales

26 gennaio 2012

Siempre es una suerte poder encontrarse y compartir experiencias para los que llevamos adelante una misión parecida. En esta ocasión el encuentro fue aún más abierto y universal gracias a la presencia de Mª Carmen Canales, Consejera mundial para la Pastoral Juvenil. En su paso por nuestra inspectoría no ha querido perderse casi nada y ha compaginado la visita rápida a las comunidades con los educadores y educadoras que estamos en los proyectos socioeducativos de Madrid: Puzle (Barrio del Pilar, que nos acogió), Chapuzón (Villaamil) y Trampolín (Emilio Ferrari).

A partir del mensaje de Benedicto XVI para la Jornada Mundial de la Paz del día 1 de enero de 2012, nos ha invitado a ser esos lugares donde los niños y jóvenes encuentran luz en medio de las tinieblas que cubren nuestra sociedad. Hoy la vida está devaluada, lo vemos en múltiples ejemplos cada día, pero nuestra tarea de educación y evangelización debe potenciar la vida de los jóvenes. El Papa invita a los jóvenes en su mensaje a no desanimarse ante las dificultades, a no rendirse al camino más fácil, a comprometerse con esfuerzo y sacrificio, fidelidad y constancia, humildad y dedicación. Este es el mensaje que como adultos educadores debemos llevar a los jóvenes de nuestras presencias.

En este sencillo encuentro los educadores tuvimos ocasión de compartir qué nos está aportando la experiencia de servicio a los chicos y chicas que tenemos en los proyectos. Es algo general: siempre recibimos más de lo que damos, dentro y fuera de los locales, en el apoyo, en el tiempo libre o en la educación en valores.

Seguimos cuidando nuestra formación con este encuentro y otros como este para continuar creciendo en la difícil y fascinante aventura de la educación. Eso sí, ahora recordaremos, como nos insistió Mª Carmen, que no somos sólo de un lugar o un proyecto, sino miembros un Instituto mundial, presente en 93 países de los cinco continentes.

Gracias, Mª Carmen, por tu visita y tus palabras que nos hacen abrir horizontes.

Maribel Gómez, FMA

Carpe Diem for January: Sow a seed, Reap a harvest

25 gennaio 2012

Sr. Celine D’Cunha shares with us the Carpe Diem series for the month of January: “Sow a seed, reap a harvest”.

It has the following contents:

  1. Today is the day
  2. Six ways to take charge of 2012
  3. Some harsh truths that make us stronger
  4. Sow the seed – see the harvest
  5. The entrepreneur’s credo

Carpe Diem is published by Don Bosco University. It is a collection of reflections on topics that are relevant to university students. Sr. Celine D’Cunha, FMA, Campus Minister of DBU is responsible for this publication.

To download the text:  Sow a seed, reap a harvest,Carpe Diem January 2012

Pope welcomes Chinese New Year and requests prayers for Christian unity

24 gennaio 2012

January 23, 2012. (Romereports.com) During the traditional Sunday Angelus in St. Peter’s Square, Benedict XVI called for everyone’s prayers for the unity of all Christians.

Benedict XVI

“Let us renew our prayer for the unity of all of Christ’s followers, and deepen our resolve to be one in him. Upon each of you and your loved ones at home, I invoke God’s blessings of peace and joy.”

The pope recalled that the texts used this year during the Week of Prayer for Christian Unity were prepared in Poland, where the Christian faith has had a unifying and transformative effect on the country. Benedict XVI noted that unity requires an internal transformation to let in God.

Benedict XVI

“To use a phrase often repeated by Blessed Pope John Paul II, each gift is also a task. And so the unity that comes from God requires a daily commitment on our part to open ourselves to one another in charity.”

The Week of Prayer for Christian Unity will end on Wednesday with an ecumenical prayer in the Basilica of Rome’s St. Paul Outside the Walls, for the feast of his conversion. There will also be members of other Christian denominations for the celebration.

Benedict XVI also sent his best wishes to the countries of the Orient that are celebrating the Chinese New Year of the Dragon, saying he hoped it would be full of justice and peace.

Un decalogo salesiano

23 gennaio 2012

La spiritualità di san Francesco di Sales in dieci punti

1.    Prima di tutto cercare di piacere a Dio: “Ecco il centro della mia anima e il polo immobile, intorno al quale ruotano tutti i miei desideri e tutti i miei movimenti”.
2.    Nulla per forza, tutto per amore: “Ecco la regola generale della nostra obbedienza: Bisogna fare tutto per amore e nulla per forza. Bisogna piuttosto amare l’obbedienza che temere la disobbedienza”.
3.    Nulla chiedere, nulla rifiutare: “Restare nelle braccia della Provvidenza, senza fermarsi su nessun altro desiderio, se non quello di volere ciò che Dio vuole da noi”.
4.    Andare dall’interno verso l’esterno: “Non ho mai potuto approvare il metodo di coloro che, per riformare l’uomo, cominciano dall’esterno, dal contegno, dagli abiti, dai cappelli. Mi sembra al contrario, che si debba cominciare dall’interno … Il cuore essendo la sorgente delle azioni, esse sono tali quale è il cuore … Chi ha Gesù nel suo cuore, lo ha subito in tutte le azioni esteriori”.
5.    Andare tranquillamente: “con una dolce diligenza”. “La fretta, l’agitazione non servono a nulla; il desiderio di una vita spirituale è buono, ma deve essere senza agitazione”. “La guarigione che si fa tranquillamente è sempre la più sicura”.
6.    Pensare soltanto all’“oggi di Dio”: “Pensiamo di fare bene le nostre cose oggi, e quando arriverà il giorno di domani, si chiamerà anch’esso oggi, e allora ci penseremo”.
7.    Ricominciare ogni giorno: “Ogni giorno dobbiamo cominciare il nostro progresso spirituale, e pensando bene a questo, non ci meraviglieremo di trovare in noi delle miserie. Non c’è nulla che sta già tutto fatto; bisogna ricominciare e ricominciare di buon cuore”.
8.    State allegri: “Andate avanti con gioia e con il cuore aperto più che potete; e se non andate sempre con gioia, andate sempre con coraggio e fiducia”.
9.    Mettere a profitto tutte le occasioni: “Sopportate con dolcezza le piccole ingiustizie le piccole incomodità, le perdite di poca importanza che capitano ogni giorno. Queste piccole occasioni vissute con amore vi guadagneranno il cuore di Dio e lo faranno tutto vostro”.
10.    Vivere in spirito di libertà: “Io non mi faccio nessuno scrupolo di lasciare il mio regolamento di vita quando lo richiede il servizio delle mie pecorelle … Dio mi fa la grazia di amare la santa libertà di spirito così come di odiare la dissoluzione e il libertinaggio”.

secondo i Missionari di S. Francesco di Sales, Castello di Allinges

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