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Papa Francesco a Valdocco

22 giugno 2015

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Papa Francesco a Valdocco

Torino (Italia). Si è svolto, il 21 giugno, nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino l’incontro del Santo Padre con la Famiglia salesiana. Papa Francesco, dopo essere stato pellegrino alla Sindone e aver omaggiato la Madonna della Consolata, è giunto a Valdocco, cuore della salesianità.
Ad accoglierlo festosi, tra applausi e acclamazioni i giovani, gli educatori e il popolo che quotidianamente anima la vita della Basilica di Maria Ausiliatrice, di Valdocco e di tutto il quartiere che un tempo è stata la periferia di Torino.

Dopo aver salutato la folla che lo attendeva in piazza Maria Ausiliatrice, il Pontefice è stato accompagnato all’ingresso della Basilica e si è recato a venerare le spoglie di don Bosco all’altare a lui dedicato. Un momento di preghiera personale e intenso, realizzato da un Papa gesuita che non ha mai nascosto la sua devozione a Don Bosco e i suoi tratti tipicamente “salesiani”.
A nome della Famiglia Salesiana, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, nel suo saluto al Pontefice lo ha ringraziato per la sua visita e rinnovato l’impegno da parte di tutti coloro che s’ispirano a don Bosco a seguire gli insegnamenti del Papa, specie “nella cura particolare dei giovani poveri”. Ha ricordato come don Bosco avesse “iniziato tutto con un’Ave Maria, nella forma di un oratorio”, spiegando anche che il suo “segreto” stava nell'”accettare la vita come missione tra i giovani, datagli da Dio” nella certezza che “Dio vuole la salvezza di ogni giovane, a partire dai più esposti al disagio umano e religioso”. Il Rettor Maggiore ha poi consegnato alcuni doni a papa Francesco, tra cui anche la moto d’epoca realizzata dai giovani allievi del Centro di Formazione Professionale di Bra.

Ha fatto seguito la parola del Santo Padre che ha subito abbandonato il discorso ufficiale per parlare con maggiore spontaneità. Ha sottolineato la sua esperienza personale con i Salesiani e la Famiglia salesiana, la creatività e la concretezza di don Bosco e dei suoi figli spirituali, la figura di Maria Ausiliatrice, l’amore per l’Eucaristia e la Chiesa, la gioia salesiana, l’amorevolezza, l’educazione al bello, il ruolo della donna…
Parlando di Mamma Margherita (“senza la quale non si può capire don Bosco”) il Santo Padre è intervenuto sul tema del ruolo della donna e dei modelli educativi femminili da proporre alle giovani ragazze, alle allieve dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Non il funzionalismo dei ruoli, ma l’educazione secondo le figure autorevoli di donne che sanno amare, è stata la risposta del Papa a chi chiede nomine femminili ai vertici curiali.
Papa Francesco ha anche parlato dell’attualità e, facendo un paragone con l’epoca di don Bosco, ha osservato che “oggi tante cose sono cambiate, ma la situazione dei giovani è più o meno la stessa”. Per questo ha esclamato che “il vostro carisma è di un’attualità grandissima” e ha invocato scelte coraggiose da parte dei Salesiani, affinché come don Bosco sappiano rischiare e sappiano essere concreti: “il salesiano è concreto: vede il problema, pensa a cosa fare e prende in mano la situazione”.
Ha poi richiamato l’attenzione alla formazione professionale, specie oggi, di fronte alla piaga della disoccupazione giovanile, che porta a richiedere “un’educazione a misura di crisi”; e “la missionarietà”, testimoniata da tanti uomini e donne che hanno speso la loro vita per l’evangelizzazione delle genti, comprese quelle della Patagonia.

L’attesissimo incontro di papa Francesco nella Basilica di Maria Ausiliatrice ha avuto così termine, ma non la festa, che è proseguita tra l’entusiasmo dei presenti non appena il Santo Padre si è riaffacciato sulla piazza antistante, per rivolgere nuovamente il suo sguardo e la sua attenzione ai pellegrini, ai giovani e ai fedeli in attesa.
«Sono tanto riconoscente alla Famiglia salesiana per quello che ha fatto nella mia vita», ha così concluso invitando a vivere sempre nella gioia, spiritualità e anima di ogni oratorio.

LAUDATO SI

20 giugno 2015

http://video.repubblica.it/mondo/laudato-si-l-enciclica-di-papa-francesco-raccontata-con-le-immagini/204703/203784?refresh_ce

Summary of Laudato Si in 10 points!

19 giugno 2015

World Day Against Child Labour

12 giugno 2015

Valponasca

21 maggio 2015

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Mornese (Italia). Main trascorre alla Valponasca il periodo dell’adolescenza (dagli 11 anni circa ai 21 anni 1848-49/1858). Questo trasferimento è dovuto al crescere delle famiglie; ai Mazzarelli infatti vivevano tre fratelli con le loro rispettive famiglie. Giuseppe decide quindi di trasferirsi alla Valponasca come mezzadro del marchese D’Oria. Per Maria questo è un tempo intenso di scuola di vita, da tutti i punti di vista. A contatto con la natura e con il lavoro, apprende nella solitudine e nel silenzio, guidata dallo Spirito del Signore, a vivere una vita spirituale autentica, radicata nella preghiera e nel servizio agli altri. Qui impara a coniugare preghiera e lavoro.
Il cammino umano e cristiano vissuto da Maria anche grazie all’accompagnamento di don Pestarino.

La fanciullezza, l’adolescenza, la giovinezza di Maria sono profondamente segnate dal cammino di maturazione umana e cristiana. In lei si attua il principio dell’unità dell’atto formativo/educativo secondo il quale, nella persona, si compenetrano dinamismi di maturazione umana non disgiunti dall’azione, misteriosa ma reale, della grazia divina, componenti personali e interventi esterni, in questo caso quelli specifici di don Pestarino.
È la fase della personalizzazione della fede, che è assunta in forma sempre più libera e personale, o anche, del passaggio dall’attrazione, nel quale si sperimenta il fascino dell’amore di Cristo, all’iniziazione, cioè lo spalancarsi di un cammino di avvicinamento personale al mistero. In questa fase è decisiva la guida.

L’esperienza centrale di questo processo rimane l’incontro personale e totalizzante con Cristo, attuato però nel realismo della vita. La fedeltà alla vita si esprime in Maria come apertura, cioè disposizione di natura potenziata nel cammino spirituale, e comprensione come capacità di intelligere la realtà ed assumerla con discernimento. Alla Valponasca, ciò si attua con l’apertura alla realtà naturale in cui lei vive ed è immersa ogni giorno, al mondo umano, in particolare attraverso la mediazione del padre, a se stessa, nel realismo della conoscenza di sé filtrata dalla guida di don Pestarino. Ciò le permette di costatare i suoi limiti e imperfezioni, ma senza indulgere allo scoraggiamento o alla superficiale pacificazione e sempre alla luce dell’amore misericordioso e fedele di Dio. In questo intenso lavoro sul carattere, richiesto a Maria D. da don Pestarino, sono poste le fondamenta del suo edificio spirituale. Da parte sua, Maria s’impegna con tenacia, energia, intelligente corrispondenza, costanza a tutta prova. Si rende disponibile alle proposte di don Pestarino benché le costino molto impegno e fatica. In esse, infatti, riconosce il suo bene, lo strumento per raggiungere l’ideale che non si identifica con la perfezione, bensì col servizio più libero e totale a Dio dal quale si sente amata e che lei a sua volta ama. Don Pestarino, abile direttore spirituale di Maria, offre alla giovane le proposte spirituali di cui ha bisogno. Pur nel rispetto dei ritmi e senza precipitazione, egli è deciso, fermo ed esigente. Sa di avere a che fare con una giovane dal temperamento forte e tenace, che richiede altrettanta determinazione formativa. Facendo leva sulle risorse, come possono essere la sua volontà e il desiderio di riuscire e di vincere, ottiene la corrispondenza cordiale di Maria la quale, pur di raggiungere il suo obiettivo non teme fatiche e umiliazioni.

Sa cogliere in lei, inoltre, la sensibilità e la rettitudine del cuore, la trasparenza della vita, lo spirito di sacrificio e la ferma volontà. Come uno scultore esperto, sa che nella fase iniziale della sua opera dovrà sbozzare la creatura nuova da una materia grezza. Solo in un secondo momento potrà utilizzare il piccolo scalpello che le rifiniture.

Questo tipo di accompagnamento al quale Maria non si sottrae, ottiene risultati sorprendenti sia per la giovane e sia in vista del compito educativo e formativo che dovrà assumere nel futuro come si può evincere dalle strategie messe in atto da don Pestarino nell’accompagnarla.

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On Mother Mazzarello produced by Colombia Medellin (CMA)

9 maggio 2015

Santo Domingo Savio

2 maggio 2015

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