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Costruire una casa aperta e solidale

16 ottobre 2014

Interview with Sr. Maria del Carmen Canales, Councilor for Youth PastoralDSC02995

Costruire una casa aperta e solidale

“La nostra casa è un cantiere aperto in cui lo Spirito Santo orienta ad una profonda formazione spirituale, intellettuale, comunitaria e apostolica”.
In questi giorni, dedicati ai lavori di approfondimento del tema capitolare, abbiamo chiesto a suor Maria del Carmen Canales di condividere alcune riflessioni e l’esperienza del Capitolo.

1. Quali sono le attese e le sfide dei giovani di oggi?

Mi domandate quali sono le attese e le sfide dei giovani di oggi e cerco di presentarle a partire dalle narrazioni in tanti dialoghi e incontri che ho avuto con loro in molte parti del mondo. Ho percepito in tanti e tante giovani:

l’attesa di una speranza di fronte ad un mondo che sembra senza futuro.
L’attesa di pace per troppi giovani che vivono situazioni di guerra, violenza, ingiustizia…
L’attesa di poter ‘essere voce’ ascoltata perché tante situazioni cambino davvero.
L’attesa di poter essere amati e di amare sul serio.
L’attesa di un lavoro, una professione in cui realizzarsi ed esprimere le proprie potenzialità e ricchezze.
L’attesa di poter essere insieme ‘coscienza’ di bene, per la vita, la giustizia, la legalità, il bene di tutti.
L’attesa di semplicità e sobrietà nella vita quotidiana, che alimentano la vera felicità.
L’attesa di sentire presente il Dio della vita abbondante, nella loro vita.
L’attesa di adulti veri, che sappiano mettersi a fianco con umiltà, imparando accanto ai giovani, ai piccoli, ai poveri, camminando accanto, senza risposte già confezionate da dare, bensì con la voglia di cercare insieme e creare nuove vie per rispondere alle grandi questioni mondiali, così come alle ordinarie e quotidiane situazioni che vivono con gli amici, in famiglia, nel discernimento del progetto di Dio sulla loro vita.

Le sfide che vi comunico le ho ascoltate da adolescenti e giovani che appartengono a realtà diverse, addirittura completamente opposte tra loro: per questo mi interpellano ancora di più come educatrice.
Sono la sfida della paura del presente e del futuro,
la sfida di essere abbandonati da uno dei genitori o da entrambi… ed in alcuni contesti di essere venduti come merce,
la sfida di non poter accedere alla cultura, e dover lavorare fin da piccoli, senza poter vivere l’infanzia e la fanciullezza,
la sfida del limite, dell’incertezza, dell’ignoto,
la sfida di entrare nell’esperienza profondamente sofferta di bambine e giovani abusate e violentate, ragazze-madri, bambini e adolescenti-soldato,
la sfida del vivere la fraternità e l’amicizia,
la sfida del creare opportunità lavorative,
la sfida del formare relazioni, creare una famiglia, diventare adulti, padri e madri capaci di generare vita abbondante,
la sfida di credere in Dio e sentire la sua lontananza,
la sfida di fidarsi degli altri, degli adulti, di Dio,
la sfida di alimentare la propria interiorità e credere in modo serio, da adulti, confrontandosi con il Vangelo e con altre persone credenti.

2. Qual è la difficoltà e la sfida per mettersi in dialogo con i giovani?

Dialogando con educatrici, educatori, genitori e anche personalmente, spesso percepiamo la difficoltà di non saperci de-centrare da noi stessi per poter davvero accogliere le giovani e i giovani così come sono, di non saper cambiare con loro.
È la difficoltà di non saper metterci da parte per lasciare che siano i giovani a crescere, a porsi delle domande, a confrontarsi con noi sul senso della vita, a orientarsi verso mete che permettano loro di uscire da se stessi per condividere con altri talenti, fede, servizio.
Mi fa pensare molto il fatto che le scelte di vita di molti adulti non dicano nulla ai giovani e non li orientino verso delle scelte personali.

La sfida più impegnativa è quella di accompagnarli delicatamente e con tenerezza, ascoltando davvero le loro invocazioni, senza voler subito trovare noi le risposte, ma ricercandole insieme, con pazienza, credendo in loro, con lo stile di Gesù risorto sulla strada verso Emmaus… Questo stile permette di fare cammino insieme con tanti, di scoprire insieme la sorgente dell’interiorità, di creare cammini anche nelle situazioni più dure e difficili, di credere insieme che la speranza accompagna la crescita nella fede e nell’amore del Dio di Gesù Cristo.

Grazie per avermi dato la possibilità, in questo periodo Capitolare, di condividere con voi qualcosa di ciò che c’è nel cuore di tanti e tante giovani che ho incontrato e incontro.

Suor Maria del Carmen Canales
Consigliera per la Pastorale giovanile

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